Didàctica Nàutica

Metereologia

I Temporali

I temporali sono dei particolari eventi atmosferici in grado di generare forti piogge, grandinate, vento e in ogni caso, fulmini. La mancata presenza di fulmini non qualifica un temporale, ma al massimo dei forti rovesci.

La presenza di fulmini in ogni temporale è causata dal ghiaccio e dalle forti correnti ascendenti che risiedono in queste nubi. La fisica ha spiegato che queste particelle di ghiaccio sospese riescono a caricarsi elettricamente solo sfregandosi, un fenomeno possibile solo nelle nuvole temporalesche.

Devono esserci condizioni precise perché si verifichino i temporali: innanzitutto serve umidità e aria instabile che tende a salire verso l'alto. Per far ciò l’aria ha bisogno di una spinta di sollevamento che le permetta di avanzare verso l'alto addensandosi in goccioline d'acqua.

Il senso comune, infatti, ritiene le nubi costituite di vapore, ma in realtà sono fatte di goccioline.

Ci sono diversi modi in cui l’aria può forzare per salire verso l'alto all’improvviso: innanzitutto si parla di sollevamento orografico in presenza di rilievi montuosi che costringono l'aria a salire rapidamente in presente di certe condizioni soprattutto di umidità, il vapore si condensa in nubi.

Anche la presenza di masse d'aria con temperatura, umidità e pressione differente da quella preesistente generano i temporali così come il calore del sole: l'aria che si scalda, tende a salire e di continuo finché quella raggiunta diventa più calda di quella circostante.

Ogni temporale, infatti, nasce, si sviluppa e muore seguendo un preciso ciclo di vita.

Ci sono diversi tipi di temporali, ma c'è un assetto fondamentale che li avvicina tutti: ogni temporale è retto da due correnti dette di inflow e outflow : la corrente inflow entra nel temporale e l’elemento di caldo-umido sostiene le correnti ascensionali che si trovano al suo interno. In un certo senso il vento calco-umido che soffia verso il nucleo temporalesco risucchia una grande quantità di energia nelle vicinanze e ci da’ anche la misura della sua intensità.

La corrente outflow, invece, esce dal temporale ed essendo abbastanza freddo rappresenta le correnti discendenti che dall'interno della nube raggiungono il suolo e soffiano verso l'esterno del temporale.

Quindi se il temporale si sposta dalla direzione ovest verso est, l'outflow anticiperà l'arrivo del temporale soffiando verso est.

Appare chiaro che i temporali non devono essere trascurati perché possono presentare dei rischi, dai più piccoli ai più minacciosi, come i fulmini, le forti raffiche lineari di vento, la grandine, i rapidi allagamenti e i tornado.

 

temporale in mare